Libri per ragazzi #34: Olga di carta

Elisabetta Gnone, Olga di carta. Il viaggio straordinario

Elisabetta Gnone Olga di cartaNon è stata solo la copertina, molto affascinante, ma è stato anche il nome dell’autrice, Elisabetta Gnone, a svolgere un ruolo importante nel farmi prendere in prestito questo libro.
Il nome, infatti, mi suonava familiare, ma è stato solo dopo una breve ricerca in internet che ho capito perché: oltre a essere la creatrice di W.I.T.C.H., il fumetto sulle cinque giovani streghe, è l’autrice di Fairy Oak, la saga fantasy che mi aveva stregato da giovane (anche se non l’avevo letta esattamente nella mia infanzia, bensì durante l’infanzia di mia sorella minore).

Una volta scoperto ciò, le mie aspettative riguardo a questo libro si erano alzate…perciò sono rimasta un po’ delusa quando, cominciando a leggerlo, ho avuto alcune difficoltà. Infatti, nonostante il prologo sia intrigante, la storia vera e propria stenta a proseguire: ha un ritmo lento, appesantito da un gusto un po’ forzato per lo stupore a tutti i costi.
Ripensandoci, vi era qualcosa di simile anche in Fairy Oak, una meraviglia quasi imposta, però la storia era tanto bella e tanto ben costruita da ispirare da sé stupore e pertanto questa caratteristica non si notava molto.
Qui, invece, la storia comincia a diventare avvincente molto tardi, pertanto questa forzatura è più evidente.

Olga Papel è una bambina speciale, che ama raccontare storie: è su questa dicotomia, fra la storia di Olga Papel e la storia che lei stessa racconta (e che parla di una bambina di carta, di nome Olga), che si basa l’intero libro.
Anche in questo caso, abbiamo qualche difficoltà a capire perché la storia di Olga di carta sia così importante, così come ci vuole del tempo prima che ci affezioniamo ad Olga Papel e ai suoi amici, Mimma e Bruno, detto Bruco.
Una volta avviata la lettura, però, lo stupore su cui Elisabetta Gnone calca tanto la mano arriva e ci porta avventure tanto mirabolanti quanto inverosimili.

L’importanza delle storie, sottolineata fin dalla prima pagina, è il fulcro di questo libro, arricchito dalla narrazione di tutto ciò che possono dire e pensare gli abitanti di un paese quando una bambina non fa altro che andare in giro a raccontarle.
Forse non c’è un finale vero e proprio, una conclusione vera e propria, ma, a lettura ultimata, scopriamo che le vicende di Olga ci hanno, in un qualche modo, dato un senso di serenità.

Fra i libri per ragazzi e per bambini, questo è uno di quei libri che sconsiglio di leggere a un adulto: se siete, come me, grandi, non leggetelo da soli, ma leggetelo ai bambini che avete accanto. Sicuramente consigliato per bambini di tutte le età, sia da leggere da soli, sia da leggere a voce alta distesi sul lettone.

P.S.: SORPRESA! Il libro contiene alcune pagine di carta patinata, con magnifiche illustrazioni realizzate con la tecnica di paper cut da Linda Toigo.
(Apprendo ora, dal sito dell’illustratrice, che è la responsabile del design della copertina de La casa del tempo sospeso. Curioso come i libri si colleghino l’uno all’altro, no?)

(Salani, Milano 2015)
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